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Venerdì, 31 Luglio 2020

L’Amministrazione comunale stempera con i numeri la polemica sul Centro Estivo di Cireggio



L’Amministrazione comunale stempera con i numeri la polemica sul Centro Estivo di Cireggio


Passando da 25 a 17 le richieste di frequenza si è reso necessario richiedere un’integrazione della retta a bambino paria 155 euro, che ha ridotto drasticamente a 5 il numero dei bambini pre-iscritti per il mese di agosto per un esborso non sostenibile dalle casse comunali

 

L’Amministrazione comunale ha reso noto che, a fronte del numero esiguo di pre-iscrizioni ricevute per il mese di agosto al Centro Estivo istituito presso la struttura comunale di Cireggio, il servizio dedicato principalmente ai bambini frequentanti l’Asilo Nido comunale si concluderà venerdì 31 luglio.

 

Come ha spiegato l’Assessore competente Sabrina Proserpio: «Abbiamo ritenuto utile per le famiglie aprire la struttura per offrire un servizio ai genitori che lavorano e ai bambini bisognosi di tornare a socializzare tra loro, anche se con i dovuti accorgimenti imposti dalla pandemia. Da 25 presenze siamo, però, passati a 17 richieste per usufruire del servizio anche ad agosto. Un numero che ha imposto la richiesta di un’ulteriore integrazione alla retta, pari a 155 euro a bambino, e a fronte della quale, l’adesione delle famiglie è comprensibilmente scesa ad appena 5 iscritti».

 

Si ricorda, però, che, nel mese di luglio, il costo concordato dal Comune di Omegna con la ditta GE.ME.AZ. (Gestione Mense Aziendali), parte del Gruppo Elior specializzato nel settore della Ristorazione Collettiva, è stato di 880 euro a bambino. In totale, la spesa complessiva affrontata dai genitori dei 25 bambini iscritti al servizio è stata di 7.382,5 euro, a fronte dei 14.617,5 euro messi a integrazione dalle casse comunali.

 

«Va da sé – conclude l’Assessore Proserpio – che sostenere con i soldi di tutti i cittadini un servizio per venire incontro a pochi non sarebbe stato giustificabile agli occhi della collettività e dei tanti cittadini che versano in condizioni economiche francamente preoccupanti».

Foto di Gerd Altmann da Pixabay