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Giovedì, 05 Novembre 2020

Omegna protagonista del nuovo numero di CulturaIdentità



Omegna protagonista del nuovo numero di CulturaIdentità


 

Il mensile fondato da Edoardo Sylos Labini e diretto da Alessandro Sansoni mette in copertina la nostra città nel numero che ha come titolo “Nei borghi dell’ingegno”

 

È una città industriale “pronta a rilanciare la sua vocazione turistica e a difendere la sua tradizione manifatturiera” quella tratteggiata nel mensile CulturaIdentità in edicola domani, venerdì 6 novembre, che avrà come protagonista Omegna in un numero dedicato ai borghi dell’ingegno.

 

Nella copertina “onirica e metafisicafirmata da Ciro Palumbo,          pittore e poeta contemporaneo capace di approfondire l’osservazione non tanto della natura, quanto delle impressioni immaginifiche che provengono dalla memoria, è ben riconoscibile il “risveglio del genio italiano” così come lo intende nel suo editoriale anche Edoardo Sylos Labini, che di CulturaIdentità è fondatore. Di Sylos Labini è il rimando a quell’Italia nata sul sacrificio “di grandi uomini che hanno trasformato piccole aziende familiari in marchi riconoscibili”, come Girmi, Alessi, Bialetti, Lagostina, Cardini, Calderoni, Piazza, i cui manufatti rivoluzionari, entrati a pieno titolo nelle case di tutto il mondo, sono oggi di scena presso le sale del Museo Arti e Industria del Forum Omegna nella mostra curata dai “nostri” Davide Cristina e Pietro Pasini.

 

All’interno di CulturaIdentità, nelle due pagine di speciale dedicate a Omegna, si dipana, dunque, il racconto lucido di “un pezzo dell’industria italiana a conduzione familiare dissolto ai piedi della Torre di Babele della globalizzazione”, così come ci descrive Federico Cenci, mentre il Primo Cittadino di Omegna, Paolo Marchioni torna a tratteggiare per il nostro territorio un futuro improntato a un turismo familiare e scolastico costruito ad arte sulla figura di Gianni Rodari, nostro più illustre concittadino, ma anche destinato a conquistare gli amanti dell’outdoor.

 

Affinché quel vivace polo industriale che fu Omegna nei mitici anni Sessanta non resti solo un fulgido ricordo ma sappia reinventare se stessa, il nostro presente e il futuro dei nostri figli.