Linsediamento antico del nostro territorio è
provato dai ritrovamenti archeologici di Cireggio, dove in località
San Bernardo si sono rinvenuti frammenti fittili e litici della tarda
età del bronzo e del ferro, e del monte Zuoli, dove si è individuato
un altare protostorico e un possibile scivolo rituale. Tra i primi popoli
stanziatisi nel Cusio fino a tutto il II millennio a.C. si annovera
tradizionalmente quello degli Osci di origine iberica, dal cui dialetto
sarebbe derivato (da umacia = lago) il toponimo Humana-Umenia- Vemenia,
che si leggerebbe nella copia dellantica carta itineraria militare,
disegnata forse nel V secolo d.C. sotto limperatore Teodosio (collezionista
nel 500 dal tedesco K. Peutinger).
Allinizio del I millennio a.C. un altro popolo
migratorio: i Liguri, approdati cinque secoli prima dal nord Africa
(Libia?) in Gallia, alle foci del Rodano, e dilagatisi anche verso le
vicine coste, montagne e pianure della nostra penisola, pervengono con
la tribù dei Leponzi (Voconzi?), staccatisi dalla più grande dei Taurisci
(= abitanti dei monti), nelle nostre zone, suddividendosi nelle tribù
minori dei Siconii (lungo il Sesia), degli Aconii (lungo lAgogna
superiore, la sponda verbanese del Mottarone, lOssola), degli
Usii (lungo la Valstrona, Cremosina e le sponde del nostro lago, cui
deriva il nome: lacus Usisu = Cusius). Nel VI secolo a.C., valicando
i passi alpini vicini e battendo gli Etruschi sul Ticino, i Celti invadono
le pianure piemontesi e lombarde e la loro tribù degli Insubri fonda
Mediolanum nel 400 a.C..
I Romani li sottomettono alla fine del III secolo a.C.
e, costruendo le strade per la nuova provincia (delle Alpi Attreziane?),
attraversano la nostra zona sulla sponda orientale del lago con limportante
via Settiminia (da Settimio Severo), che da Genova per Tortona-Mortara-Novara-Omegna-Domodossola-Passo
del Sempione conduce nei territori dei Franchi. Nel 390 d.C. giungono
in Italia i due fratelli di Engina: i santi Giulio e Giuliano, autorizzati
dallimperatore Teodosio a diffondere il cristianesimo. Essi edificano
sullisola la loro centesima e ultima chiesa, abbattuta nel 544
dal vescovo di Novara per far posto al castello, traslando il corpo
di San Giulio sepolto il 31 gennaio 392 nella basilica dellisola
iniziata nel 488.
Le invasioni barbariche dei nostri luoghi riprendono
nel 437 con gli Alani unitisi ai Vandali di Genserico, che ci avrebbe
accordato il privilegio di promulgare autonomamente le leggi (da qui,
secondo la tradizione, il motto dialettale la nigua la va in su e la
leg la fuma nui), e si susseguono nel 452 con gli Unni di Attila. Nel
488 subiamo linvasione dei Burgundi di Gundebaldo, che si ripresentano
nel 539 con Teodeberto; nel 550 è la volta dei Franchi Alemanni e nel
569 dei Longobardi di re Alboino che, entrati in Italia da Cividale
del Friuli, conquistano Milano, Roma e fanno di Pavia la loro sede regale,
suddividendo i territori assoggettati in ducati, ad esempio Lomello,
Pombia, Stazzone, Oxilla, Omula (Omegna, sede politica e lisola
di San Giulio sede militare).
Nel 774 ritornano i Franchi di Carlo Magno, chiamati
dal papa per combattere Desiderio, lultimo re dei Longobardi.
Fatto prigioniero questultimo, simpadroniscono del regno
sino all888. Durante le lotte intestine novaresi, la fazione ghibellina
(pars rotunda)vincente i Tornielli effettua nel 1311 una spedizione
armata contro quella guelfa (pars sanguigna) dei Brusati, rifugiatisi
nella nostra zona (Crusinallo, Cerro), dopo la cacciata da Novara. Lanno
dopo Omegna si costituisce comune libero con propri statuti, approvati
solo nel 1384 da Gian Galeazzo Visconti. Nel 1361 i Visconti distruggono
il castello sul poggio Mirasole di Omegna e le restanti opere difensive
di Crusinallo, i cui nobili, già emigrati in parte nel precedente secolo,
si disperdono o si imborghesiscono in loco. Scacciati dalla valle Anzasca,
dove sfruttavano le miniere doro, si rifugiano a Chesio di Valstrona
nel 1425 i Cani, parenti di Franco Cane, condottiero dei Visconti e
padrone del novarese fino al 1412, anno in cui morì. Nel 1447, morto
Filippo Maria Visconti, viene proclamata la Repubblica Ambrosiana che
riconosce Omegna terra libera. Nel 1450 è però infeudata, come la Valstrona,
ai Borromei, ai quali Ludovico il Moro la toglie nel 1494. Alla sua
caduta, cinque anni dopo, viene ridata ai Borromei in cambio di una
grossa cascina alle porte di Milano. Ludovico il Moro sollecitò nel
1490 ai podestà di Omegna e di Ornavasso la costruzione di un ponte
sul torrente Strona (= ponte antico?), essendovi affogato uno dei suoi
cavalieri durante un guado.
Negli anni 1514-1515-1517-1529-1598, domesi, svizzeri
mercenari dei Borromei, soldataglie di Cesare Maggio e spagnoli a turno
taglieggiano, saccheggiano, distruggono nel Cusio e Omegna non viene
risparmiata (come non lo è stata negli anni della pestilenza: 1344,
1347, 1361, 1513, 1630, e della carestia: 1231, 1364). Con la cessione
dellAustria del ducato di Milano, che su Omegna vanta diritti
feudali ceduti dai Crusinallo a Novara (1221) e quindi, attraverso i
Visconti e gli Sforza, a Milano, anche il nostro borgo ne segue le sorti
fin quando, con il trattato di Worms del 1743, passa ai Savoia.
I MOTI GIACOBINI - NAPOLEONE - LOTTOCENTO
Anche il novarese fu percorso dalla ventata libertaria
e repubblicana conseguente alla rivoluzione francese. Nel 1796 fallì
un complotto del pallanzese Azari, che intendeva sollevare la regione
per farne un dipartimento autonomo. Nel 1798 il generale francese Léotaud
sbarcò a Pallanza con una schiera di armati, occupò Cannobbio e parte
dellOssola; ma finì sbaragliato dalle truppe sabaude del marchese
dOncieux tra Gravellona e Ornavasso. Allalba del 29 maggio
venne fucilato ad Omegna il ventenne milanese Graziano Belloni, fatto
prigioniero in quel frangente. Allesordio di Napoleone il Cusio
fu occupato dai francesi, poi dagli austriaci. In seguito il cantone
dOmegna, sottoposto al V distretto con sede ad Arona, fece parte
del dipartimento dellAgogna nella Repubblica Cisalpina (1800);
con il regno italico voluto da Bonaparte (1805) fu sottoposto alla vice
prefettura aronese. Sconfitto Napoleone, nel 1815 il congresso di Vienna
sancì la restaurazione dei Savoia; gli omegnesi - conservatori per indole
- salutarono con gioia il ritorno di Vittorio Emanuele I. Nel 1817 fu
definita la questione dei vescovi, esautorati e gratificati con il titolo
puramente onorifico di principi. Nel 1836 il colera fece molte vittime.
Lo Statuto Albertino del 1848 fu accolto ad Omegna con esultanza e luminarie.
Seguirono le guerre dindipendenza contro lAustria: quella
del 1848/49 con la disfatta sabauda a Novara; la successiva del
1859, vinta dai franco-piemontesi. Proclamato il Regno dItalia,
anche il Cusio entrò a farne parte. Dal 1864 al 1888 fu costruita la
ferrovia Novara-Gozzano-Omegna-Domodossola, di 89 km: una folla entusiasta
salutò il passaggio del treno inaugurale.
LEPOCA MODERNA
Da metà 800 vennero impiantate in paese importanti
fabbriche: la Ferriera, il Fabbricone. Agli albori del 900 altri
pionieri (come i Cane della Valle Strona, i Lagostina di Pedemonte)
trasformarono il borgo in un vivace centro industriale, incrementandone
la popolazione con mano dopera immigrata. Nel 1913 Omegna venne
collegata con Pallanza da una tramvia elettrica. Nel 1928 le furono
aggregate le attuali frazioni; nel 1939 divenne città. Nel corso dellultima
guerra la resistenza novarese ai nazi-fascisti ebbe inizio in zona,
con la figura romantica di Beltrami; proseguì poi nei lunghi mesi, in
un avvicendamento di lutti (60 caduti compresi i civili) e di successi.
Omegna fu una base della liberazione partigiana dellOssola nel
settembre 1944.
Durante gli anni ’50 e ’60 l’omegnese subì profonde trasformazioni economiche: si chiusero gli stabilimenti tessili, si ridimensionò il settore metallurgico, ma nel contempo crebbe e si sviluppò il comparto del casalingo. Da quel periodo a tutt’oggi prodotti delle aziende locali come la Moka Express Bialetti, la pentola a pressione Lagostina, i piccoli elettrodomestici Girmi, gli accessori Alessi, sono apprezzati su scala internazionale: riconoscimento e merito all’imprenditoria e alla manodopera di questo distretto industriale.
TRADIZIONE
E FOLKLORE
Festa di San Vito - Non solo gli Omegnesi
hanno nel cuore la loro festa in onore del Santo Patrono Vito, ma tantissima
gente di tutta la nostra regione e anche del Milanese. I dieci giorni
di festa hanno luogo durante le ultime due domeniche di agosto. Il calendario
ogni anno prevede spettacoli musicali con gruppi, cantanti e cabarettisti
di rilevanza nazionale. Le attrattive principali dei festeggiamenti
sono le due serate di spettacoli pirotecnici sul lago. Altro sinonimo
di San Vito è poi il suo maestoso banco di beneficenza, unico per la
bellezza, la grandiosità, il numero e la ricchezza dei premi. San Vito
a Omegna significa dieci giorni di manifestazioni ad alto livello completamente
gratuiti.
Mercati settimanali - Omegna vanta
un antico mercato, che si tiene regolarmente il giovedì. È dislocato
lungo le rive dello splendido e magico lago dOrta, il Cusio, dal
centro città alla frazione di Bagnella. Al sabato un piccolo mercato
si tiene nella frazione di Crusinallo in piazza Vittorio Veneto.
MOMUMENTI
CHIESA DI SANTAMBROGIO
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Costruzione tardo-romanica a tre
navate con cappelle laterali e ossario (trasformato in cappella
della Madonna di Lourdes). Delledificio medioevale conserva
parte del fianco meridionale, il tiburio, il campanile e la facciata.
Il campanile molto alto a pianta quadrata e muratura liscia è
aperto nei piani inferiori da feritoie, poi da monofore, bifore
e negli ultimi due piani da trifore con colonnine in pietra e
capitello a stampella, ha scala interna daccesso ai piani
ricavata nello spessore della muratura e la decorazione ad archetti
pensili. Linterno della collegiata è barocco, conserva una
pala daltare dipinta da Fermo Stella da Caravaggio nel 1547
e lurna col corpo di San Vito martire, patrono di Omegna.
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CHIESA DI SAN GAUDENZIO - Crusinallo
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Chiesa romanica, orientata, con due
navate absidate. È del XII secolo (mentre il campanile è datato
un secolo prima). Il battistero è stato aggiunto nel XV secolo.
La facciata ad andamento a capanna irregolare è scandita in due
parti da una fila di archetti pensili formati da un concio unico
e ha sopra il portale una profonda lunetta sormontata da una croce
luminosa, con sottostante pronao addossato nel XVI secolo.
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PONTE ANTICO
Costruito dopo il 1490, opera sforzesca, gettato sul
torrente Strona con due archi (uno a corda circolare, a sesto acuto
poco pronunciato) la cui pila centrale posa sopra un macigno nel mezzo
del torrente, è in salita e discesa come la maggior parte dei ponti
romani e medioevali.
PORTA ROMANA: LA PORTA DELLA VALLE
Nel XIV secolo il nostro borgo, difeso dal lago Nigoglia,
fossati e palizzate e qualche muraglia, ha solo tre porte: del palazzo,
del mercato, dei berretti. Nel secolo successivo è recinto allinterno
dei fossati di una muraglia in pietra e ciottoli con cinque porte: Maggiore,
Salera, Segnara, Castello, Valle (di epoca più antica, 1100).
FORTIFICAZIONI DI DIFESA
Complesse e solide le fortificazioni del borgo, con
capisaldi interni imperniati sulle caseforti delle famiglie nobili e
su una serie di compartimentazioni con saracinesche allinterno
dei vicoli e una torre massiccia ed elevata accanto al Pretorio. Sul
poggio Mirasole sono ancora individuabili i ruderi di un torrione poligonale
del castello, fatto costruire dai Conti Crusinallo allinizio del
XI secolo e distrutto dai Visconti nel XIV secolo. Le fortificazioni
del Crusinallo, a lato della parrocchiale, comprendono la torre di Aycardo
e il domignono di Guiscardo, distrutti in parte nel 1311 e totalmente
nel 1361.
CONVENTO MEDIEVALE DELLE MONACHE UMILIATE DI S. DOMENICO
Si trova nei vicoli dellex oratorio maschile,
già documentato nel 300 come ospedale. Dopo la soppressione dellordine
per lattentato nel 1570 del frate Gerolamo Donato (il Farina)
a San Carlo Borromeo, si deve attendere più di un secolo per la formazione
(nel 1699) del Monte Vergine (= Ospedale della Madonna del Popolo) presso
lomonima chiesa, ad opera del sacerdote E. Secondino Alberganti.
TURISMO
- Ufficio di Informazione. e Accoglienza. Turistica piazza XXIV Aprile, 17, 28887 Omegna - VB
Tel. 0323 867235; Fax e Tel. 0323 61930; omegna@distrettolaghi.it
- Pro Loco di Omegna piazza XXIV Aprile, 17, 28887 Omegna – VB; Tel. 0323 61930; Fax 0323 867235 ; info@proloco.omegna.vb.it
- Ass. Turismo del Comune Omegna piazza XXIV Aprile, 18 – Tel. 0323 868411 (centralino)
Omegna, città sul lago, per la sua particolare posizione
geografica, offre la possibilità di un turismo diversificato.
Turismo culturale:
festival del balletto di rilevanza regionale, stagione concertistica,
mostre darte e del design industriale presso il nuovissimo Museo
di Arte e Industria. Omegna è anche sede di uno dei prestigiosi
premi letterari, il "Della Resistenza".
Turismo storico-artistico:
possibilità di escursioni a luoghi di notevole interesse, quali Orta,
lIsola di San Giulio e il ciclo dei Sacri Monti.
Turismo ricreativo:
diversi appuntamenti nel corso dellanno, fra cui spiccano i festeggiamenti
di San Vito (ultima settimana dagosto), con concerti musicali
gratuiti e spettacoli pirotecnici fra i più importanti dItalia.
Turismo naturalistico:
possibilità di escursioni sul lago, in collina e in montagna, anche
ad alta quota (Monte Rosa).
Turismo sportivo
sia estivo che invernale: Centro Sportivo Comunale sul lago, attrezzatissimo,
con piscine e palestre, e località sciistiche a solo 30 minuti dauto,
il Mottarone che è la montagna di Omegna.
Turismo scolastico:
grazie alla realizzazione del parco della Fantasia, ispirato allopera
di Gianni Rodari, che sarà ultimato entro lanno 2000, con il patrocinio
ed il contributo della CEE.
Shopping:
patria del casalingo, Omegna offre la possibilità di uno shopping di
qualità negli spacci aziendali delle prestigiose aziende del casalingo
(Alessi, Lagostina, Piazza, Girmi, che hanno tutte sede a Omegna).
Il mercato del giovedì lungo le sponde del lago attrae
turisti da tutte le parti della provincia.
ITINERARI
TURISTICI
Omegna
- Mottarone Dal rione Madonna del Popolo, si sale per la via
dei Nobili, si attraversa un ponte e si prende il sentiero per il Mottarone.
150 metri dopo le ultime case sperse, al bivio, si volta a destra verso
lalpe Barba e un rio, poi a sinistra per una piattaforma con delle
panche di sasso. Il sentiero supera le rovine dellAlpe Tredes
e gira a destra, costeggiando il rio che bisogna più tardi attraversare
per salire ancora. A questo punto cè un bivio: si volta a destra
per giungere allAlpe Barba. Il sentiero sale ancora, piega prima
a sinistra, dopo un po a destra e tocca la sella dei Tre Alberi.
Da qui il sentiero sale abbastanza deciso in direzione Nord, tocca la
località Omo e, sempre sul costone sabbioso, piega leggermente a destra.
Ecco la vetta del Mottarone dopo tre, quattro ore di marcia in totale.
La vetta è raggiungibile anche con la strada provinciale del Mottarone
che, a soli 40 minuti dauto, conduce ad una delle stazioni sciistiche
più panoramiche della zona.
Valstrona Direttamente da Omegna è
possibile imboccare la strada provinciale per la Valstrona che sale
fino a Campello (m 1.300 s.l.m.).Lungo il suo percorso o con brevi deviazioni
laterali si incontrano tanti piccoli paesi: Germagno, Loreglia, Chesio,
Strona, Fornero, Massiola, Sambughetto, Forno. Da Germagno sono possibili
escursioni e passeggiate allAlpe Colla (m 750), allAlpe
Cardello (m 900), allAlpe Quaggione (m 1.200) e da qui fino al
monte Massone. Da Campello Monti è possibile raggiungere a piedi il
valico di Rimella che mette in collegamento la Valstrona con la Valsesia
e la cima del monte Capezzone (m 2.421).
Omegna - Quarna Da Omegna si sale
a Cireggio, dove dopo le ultime case a destra si imbocca la mulattiera
che va al Santuario della Madonna del Fontegno e quindi a Quarna sopra.
LAGO DORTA E ISOLA DI SAN GIULIO
Lago prealpino di origine glaciale, il lago dOrta
è fra i più piccoli e caratteristici dellItalia Settentrionale,
con una lunghezza di 13 km circa ed una larghezza massima di 1,5. Il
lago coniuga le bellezze naturalistiche con quelle artistiche: al centro
incastonata nellazzurro cangiante dellacqua, è collocata
lIsola di San Giulio, che, allinterno della basilica, conserva
un prezioso ambone in marmo nero di Oira e pregevoli affreschi medievali.
Navigazione del lago dOrta.
Durante il periodo estivo è possibile usufruire dei battelli di linea
"Ortensia" e "Azalea" che mettono in collegamento
giornaliero Omegna con tutte le località che si affacciano sul lago:
Orta, Isola di San Giulio, Pella, Ronco, Gozzano, ecc. La navigazione
del lago costituisce uninteressante opportunità turistica, anche
grazie alle suggestive crociere notturne. Nel Periodo invernale il servizio
si svolge nei soli giorni di sabato e domenica. Informazioni Utili:
Navigazione lago dOrta s.r.l. - BORGOMANERO (NO) Via Simonotti,
35 - Tel. 0322/844862 - Fax 0322/846465
SACRO MONTE DI ORTA
Sulla collina sovrastante labitato di Orta sorge
il Sacro Monte, nato, come gli altri nella zona (Varallo, Varese, Ghiffa,
ecc.) ai tempi della Riforma Protestante, come baluardo della cristianità.
Il susseguirsi di cappelle, che raccontano figurativamente la vita di
San Francesco con affreschi e sculture dipinte, porta il visitatore
lungo un percorso di interesse anche naturalistico, fra alberi secolari
e stupendi panorami sul lago.