APERITIVO CON L’AUTORE
(Ottobre-Novembre 2007)
Venerdì 12 ottobre, ore 17.30
Presentazione del libro
DIO NON AMA I BAMBINI
(Einaudi)
di Laura Pariani

Buenos Aires all'inizio del Novecento è una grande città in crescita tumultuosa. Per molti immigrati «è come quando si sta in prigione e ti manca l'aria; solo che qui la gabbia è fatta di troppe strade, di case troppo affollate, di rogge puzzolenti di acque luride».
C'è un assassino che si aggira per la città, e che per anni, impunito, fa strage di innocenti. Le vittime sono soprattutto i figli degli italiani che vivono nei conventillos in condizioni di assoluta povertà. Ragazzini abbandonati a se stessi, niños de calle i cui sogni sono destinati a spegnersi nella rabbia giorno dopo giorno. Chi può volerli morti?
La verità sta sotto gli occhi di tutti, ma nessuno la sa vedere. Possono intuirla solo gli stessi bambini, perché quella verità, forse, si muove all'altezza dei loro occhi.
Al centro del libro c'è un luogo: un conventillo di Buenos Aires dove vivono decine di famiglie d'immigrati italiani assediati dai bisogni, prostrati dalla nostalgia, tentati dalla fiamma anarchica. Servizi sanitari in comune e una cucina all'aperto per tutti, un cortile dove i bimbi giocano abbandonati a se stessi, piccole stanze dove nonni figli e nipoti si stipano come conigli. Il libro entra in quel luogo come sventrandolo, stanza per stanza, personaggio per personaggio, in focalizzazioni che si susseguono una dopo l'altra: «Ginetta Goletti, 10 anni, lavorante a domicilio», «Nicanora Korn, 40 anni, tenutaria di postribolo», «Ambrogio Testa, 42 anni, muratore», «Dionisio Brusa, 34 anni, maestro elementare»... A poco a poco questo romanzo corale - impastato di dialetti italiani e di lingua argentina - dà forma a una doppia storia: la storia di un mondo dolente e vivo, quello degli immigrati in Argentina all'inizio del secolo, e la storia nerissima di una serie di delitti compiuti sui bambini del barrio di San Cristóbal. Le indagini per molto tempo non portano a niente: impossibile individuare l'assassino per chi vive in un altro mondo e non sulla strada come i bambini. I bambini, la cui unica scuola è la banda, la solidarietà di teppa, sono i soli a sapere, ma i grandi non si lasciano guidare «nel regno del piccolo, sullo stretto sentiero percorso soltanto dalla formica, dalla coccinella, dal tappo di sughero perduto tra l'erba». A poco a poco, in un crescendo di tensione, i bambini riusciranno però a mettere in campo le proprie deboli forze per una straordinaria caccia all'assassino. Anche a costo di perdere l'innocenza.
Laura Pariani è nata a Busto Arsizio nel 1951. Ha esordito nel 1993 con la raccolta di racconti Di corno o d'oro (Sellerio, Premio Grinzane Cavour). Ha poi pubblicato, per Sellerio, Il pettine (1995) e La spada e la luna (1996). Presso Rizzoli sono usciti La perfezione degli elastici (e del cinema) (1997, Premio Selezione Campiello), La signora dei porci (1999, Premio Grinzane Cavour), La foto di Orta (2001, Premio Vittorini), Quando Dio ballava il tango (2002), L'uovo di Gertrudina (2003, Premio Selezione Campiello), La straduzione (2004). Ha inoltre pubblicato per Effigie Il paese dei sogni perduti. Anni e storie argentine (2004) e Patagonia blues (2006), per Casagrande Il paese delle vocali (2000) e Tango per una rosa (2005), per Alet I pesci nel letto (2006).
Malecorde, nascono nel settembre 1999 come trio acustico dedito alla canzone d’autore e a brani originali. Il suono è prettamente acustico con particolare attenzione agli arrangiamenti vocali (anche quattro voci) e si caratterizza per l’uso del violino come strumento solista.
Venerdì 26 ottobre, ore 17.30
Presentazione del libro
IL RUMORE DEI TRENI
(Book editore)
di Eleonora Bellini

"Un libro della piena e consapevole maturità di uno stile e di un modo di far poesia che non possono non convincere e non farsi apprezzare per virtù propria da chi sa e vuole intendere. La sua architettura, cadenzata in quattro parti come i tempi di una sinfonia, ne è solo un segno niente affatto trascurabile ( ) L'opera poetica di Eleonora Bellini è da includere nel ristretto gruppo di quanto è stato prodotto dalle migliori poetesse italiane nell'ultimo quarto del secolo scorso e si prolunga nel presente, con questo libro, nel pieno vigore della sua maturità di donna e di artista" (dalla nota di Ariodante Marianni).
Eleonora Bellini,nata a Belgirate (VB), laureata in filosofia, Eleonora Bellini ha insegnato per alcuni anni ed è attualmente direttrice di una biblioteca pubblica in provincia di Novara.
Ha pubblicato diverse raccolte di poesia a partire dal 1980.
Venerdì 16 novembre, ore 17.30
Presentazione del libro
IL TEATRO DELL’ASSENZA
(Moretti & Vitale)
di Bruna Dell’Agnese

Dopo sei ispirati libri di poesia, l'ultimo dei quali Gli improbabili confini (Moretti & Vitali 2004), ha vinto nel 2005 il premio internazionale Attilio Bertolucci, Bruna Dell'Agnese raccoglie le prose che è andata scrivendo per tanti anni sugli stessi temi dei suoi versi: la malinconia del tempo che passa, l'acqua delle stagioni, le case che abitiamo, i giardini in cui contempliamo la fioritura del mondo, la limpida geografia dei cieli, la dolce smemoratezza dell'amore, le profondità gemmate dell'arte, le ferite dell'anima. Diviso in due sezioni complementari, (Immagini e Luoghi), questo libro è il frutto di letture appassionate, quasi mimetiche, volte a rintracciare, tra le pagine di un saggio, di una poesia o di un romanzo, il senso di un destino, di una vocazione ineludibile. Ai ritratti della prima parte, dedicati ad alcune delle figure più rappresentative della cultura e della poesia otto-novecentesca (da Emily Dickinson a Marguerite Yourcenar, da Simone Weil a Walter Benjamin, da Rimbaud a Margaret Mead, da Camille Claudel a Sylvia Plath, da Karen Blixen a Hannah Arendt) segue una sezione di luoghi - più ideali che reali, perchè essenzialmente poetici - che spiccano ormai assoluti nella nostra memoria di lettori (il manzoniano giardino di Brusuglio; il lago Maggiore di Ruskin: la torre medievale di Muzot, dove Rilke volle finire i suoi giorni; la Tellaro di Attilio Bertolucci; i "tetti" di Lalla Romano). <>, scrive Bruna Dell'Agnese: esiliandosi dal luogo comune, la parola della poesia potenzia la propria verità, testimonia la propria intransitiva tensione all'invisibile, lega in armonia gli sparsi frammenti dell'esistenza, rivelando - a chi scrive come a chi legge - il silenzioso paese dell'anima.
Bruna Dell'Agnese (n. Vercelli) è originaria di Borgomanero (Piemonte), ma vive a Milano e trascorre lunghi periodi sul lago d'Orta. Ha iniziato a pubblicare tardi, nel 1980, sulla rivista "Nuovi Argomenti" diretta allora da Alberto Moravia, Enzo Siciliano e Attilio Bertolucci. Era stato proprio l'incontro con quest'ultimo, avvenuto nel piccolo villaggio marino di Tellaro, presso Lerici, a convincerla a farlo. Fino allora infatti si era sempre considerata estranea alle correnti dominanti nella poesia italiana. Benché le sue tematiche "la razionalizzazione, lirica, della condizione esistenziale e la tentazione di cogliere il reale nel suo fluire contradditorio", come scrisse Bertolucci presentando il suo primo libro Stanza Occidentale, fossero quelle del suo tempo, la sua lingua, lontana da ogni oscurità, "assolutamente cristallina", come rilevava lo stesso Bertolucci nella medesima presentazione, la collocavano in un posto tutto suo, "lontana da ogni scuola" come vide Vittorio Sereni. Passati i tumultuosi anni delle avanguardie, la calma voce di Bruna Dell'Agnese poteva trovare ascolto. Accolta e apprezzata da critici e scrittori, (Lalla Romano, Paola Capriolo, Giacinto Spagnoletti, Pietro Citati, Charles Tomlinson e molti altri), amata e seguita dal suo pubblico, ora Bruna Dell'Agnese ha trovato la sua giusta collocazione nel panorama della poesia contemporanea italiana. |