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Schede libri 2007

PREMIO LETTERARIO “DELLA RESISTENZA” CITTA’ DI OMEGNA

La Giuria del Premio Letterario “Della Resistenza” Città di Omegna ha designato vincitore dell’edizione 2007:

Roberto Saviano
Gomorra


(Mondadori)
«scheda»

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La Giuria, inoltre, ha ritenuto degni di una menzione speciale per la Sezione "Scaffale" i testi

Carlo Spartaco Capogreco
"Il piombo e l’argento"
(Donzelli)
«scheda»


Giovanni Fasanella e
Sabina Rossa
"Guido Rossa, mio padre"
(Bur)
«scheda»

Marco Rovelli
"Lager Italiani"
(Bur)
«scheda»




Schede:

Roberto Saviano
GOMORRA
Viaggio nell’impero economico e nel sogno di dominio della camorra

IL LIBRO. Questo incredibile, sconvolgente viaggio nel mondo affaristico e criminale della camorra si apre e si chiude nel segno delle merci, del loro ciclo di vita. Le merci “fresche”, appena nate, che sotto le forme più svariate – pezzi di plastica, abiti griffati, videogiochi, orologi – arrivano al porto di Napoli e, per essere stoccate e occultate, si riversano fuori dai giganteschi container per invadere palazzi appositamente svuotati di tutto, come creature sventrate, private delle viscere. E le merci ormai morte che, da tutta Italia e da mezza Europa, sotto forma di scorie chimiche, morchie tossiche, fanghi, addirittura scheletri umani, vengono abusivamente “sversate” nelle campagne campane, dove avvelenano, tra gli altri, gli stessi boss che su quei terreni edificano le loro dimore fastose e assurde – dacie russe, ville hollywoodiane, cattedrali di cemento e marmi preziosi – che non servono soltanto a certificare un raggiunto potere ma testimoniano utopie farneticanti, pulsioni messianiche, millenarismi oscuri.
Questa è oggi la camorra, anzi, il “Sistema”, visto che la parola “camorra” nessuno la usa più: da un lato un’organizzazione affaristica con ramificazioni impressionanti su tutto il pianeta e una zona grigia sempre più estesa in cui diventa arduo distinguere quanta ricchezza è prodotta direttamente dal sangue e quanta da semplici operazioni finanziarie. Dall’altro lato un fenomeno criminale profondamente influenzato dalla spettacolarizzazione mediatica, per cui i boss si ispirano negli abiti e nelle movenze a divi del cinema e a creature dell’immaginario, dai gangster di Tarantino alle sinistre apparizioni de Il corvo con Brandon Lee.
Figure come Gennarino McKay, Sandokan Schiavone, Cicciotto di Mezzanotte, Ciruzzo ‘o Milionario, se non avessero provocato decine di morti ammazzati potrebbero sembrare in tutto e per tutto personaggi inventati da uno sceneggiatore con troppa fantasia.
In questo libro avvincente e scrupolosamente documentato Roberto Saviano ha ricostruito sia le spericolate logiche economico-finanziarie ed espansionistiche dei clan del napoletano e del casertano, da Secondigliano a Casal di Principe, sia le fantasie infiammate che alle logiche imprenditoriali coniugano il fatalismo mortuario dei samurai del medioevo giapponese.
Ne viene fuori un libro anomalo e potente, appassionato e brutale, al tempo stesso oggettivo e visionario, di indagine e di letteratura, pieno di orrori come di fascino inquietante, un libro il cui giovanissimo autore, nato e cresciuto nelle terre della più efferata camorra, è sempre coinvolto in prima persona.
Sono pagine che afferrano il lettore alla gola e lo trascinano in un abisso dove davvero nessuna immaginazione è in grado di arrivare.

L’AUTORE. Roberto Saviano è nato nel 1979 a Napoli, dove vive e lavora. Fa parte del gruppo di ricercatori dell’Osservatorio sulla camorra e l’illegalità e collabora con “Il Manifesto” e “Il Corriere del Mezzogiorno”. Suoi racconti e reportage sono apparsi su “Nuovi Argomenti”, “Lo Straniero” e NazioneIndiana.com e si trovano inclusi in diverse antologie tra cui Best Off. Il meglio delle riviste letterarie italiane (Minimum fax 2005) e Napoli comincia a Scampia (L’Ancora del Mediterraneo 2005). Gomorra è il suo primo libro.


Carlo Spartaco Capogreco
IL PIOMBO E L’ARGENTO
La vera storia del partigiano Facio

IL LIBRO. All’alba del 22 luglio 1944, Dante Castellucci viene giustiziato da un plotone d’esecuzione. Ha appena ventiquattro anni, ma la sua biografia è già ricca e intrecciata a doppio filo con le vicende della nazione e della Resistenza italiana.
Emigrato da bambino in Francia, al rientro in Italia Dante aveva partecipato al conflitto mondiale sulle Alpi e lungo il Don. Aveva poi disertato, scegliendo di combattere per la libertà: inizialmente quale braccio destro di Aldo Cervi, primo degli eroici sette fratelli di Campegine, poi al comando del battaglione “Guido Picelli” della Brigata Garibaldi parmense, in cui si distinse per il carisma e le straordinarie capacità operative.
Facio – questo il nome di battaglia – fu protagonista delle ardimentose azioni militari sull’Appennino tosco-emiliano, che ne fanno ancora oggi un autentico eroe presso le comunità della Lunigiana e dell’alta Valle del Taro. E sono quelle stesse comunità a bollare a tutt’oggi con disprezzo gli uomini che ne vollero la morte, finora avvolta nel mistero. A giustiziarlo, infatti, non furono né i tedeschi né i fascisti, ma i suoi stessi compagni di lotta, dopo un processo-farsa alla cui sentenza nessuno ha mai creduto.
Oggi riporta alla luce questa vicenda l’appassionata e rigorosa ricostruzione di uno storico da sempre impegnato sul fronte più scabroso delle vicende della seconda guerra mondiale, dimostrando che è possibile indagare nelle pieghe e nelle piaghe più controverse della Resistenza, accettandone le zone d’ombra senza intaccare l’alto significato della lotta di Liberazione.

L’AUTORE. Carlo Spartaco Capogreco è noto a livello internazionale per il fondamentale contributo dato alla riscoperta dell’internamento civile fascista. Tra i suoi scritti ricordiamo: Ferramonti. La vita e gliuomini del più grande campo d’internamento fascista (La Giuntina, 1987); Renicci. Un campo diconcentramento in riva al Tevere (Mursia, 2003) e I campi del duce (Einaudi, 2004), rimasto a lungo nelle classifiche dei libri più venduti. Sempre per Einaudi ha collaborato al Dizionario della Resistenza, al Dizionario del fascismo e al Dizionario dell’Olocausto.



Giovanni Fasanella e Sabina Rossa
GUIDO ROSSA, MIO PADRE

IL LIBRO. Anni di rimozione e omertà. Perché il sindacalista del Pci è stato ucciso dalle Brigate Rosse. Dall’indagine della figlia affiorano nuove verità. E’ l’alba del 24 gennaio del 1979. Le Brigate rosse uccidono il sindacalista Guido Rossa, uomo coraggioso, che da solo aveva provato a rompere il clima di omertà che regnava nelle fabbriche intorno ai terroristi.Quasi trent’anni dopo la figlia prova a capire che cosa quel giorno è veramente successo e lo racconta in questo libro. Chi era suo padre? Nessuno aveva mai chiarito il segreto di quell’omicidio: compagni di partito, operai, magistrati, carabinieri. Ed ex brigatisti: anche coloro che parteciparono all’azione armata. Le loro testimonianze sono toccanti e dolorose, ma decisive.
Guido Rossa fu ucciso perché sapeva troppo, oggi la verità comincia ad affiorare. Chi in seguito provò a cercare più in alto, fino alle complicità con gli apparati dello Stato, fu costretto a fermarsi. Come traspare da questa ricostruzione. Pagina dopo pagina.

GLI AUTORI. Giovanni Fasanella è autore di Segreto di Stato (con G. Pellegrino e C. Sestieri, Einaudi, 2000), Il misterioso intermediario (con G. Rocca, Einaudi, 2003), Che cosa sono le Br (con A. Franceschini, Bur, 2004), La guerra civile (con G. Pellegrino, Bur, 2005), Sofia 1973: Berlinguerdeve morire (con C. Incerti, Fazi, 2005). E’ autore del film documentario Pietre, miracoli e petrolio (con G. Pannone, Rai3, 2004). Sabina Rossa vive e lavora a Genova. Diplomata nel 1986 all’ISEF, nel 2002 si è laureata in Scienze Motorie presso la facoltà di Medicina e Chirurgia. E’docente di Educazione Fisica al Liceo Artistico N. Barabino e al Liceo Linguistico G. Deledda. Fa parte dell’Associazione Italiana Vittime del Terrorismo.



Marco Rovelli
LAGER ITALIANI

Il LIBRO. C’è un’Italia che tutti conosciamo, civile e democratica. E c’è un’Italia che nessuno vuole riconoscere, che da anni rinchiude gli immigrati irregolari, in attesa di espulsione, in ex caserme militari e capannoni industriali dismessi.
Storie di donne e di uomini segregati senza ragione. Tutto documentato in questo libro, in cui si riportano le denunce di organizzazioni internazionali come Amnesty International e Medici Senza Frontiere, ma soprattutto, per la prima volta, si dà voce ai reclusi senza colpa del CPT. Grazie a una narrazione che trapassa ogni possibile indifferenza, la loro testimonianza scuote la distrazione e l’ipocrisia di chi non vuole vedere.

L’AUTORE. E’ cantante e autore nel gruppo musicale Les Anarchistes. Insegna Storia e Filosofia nei licei. Ha scritto opere di narrativa, poesia (Corpo esposto, Memoranda 2003) e storia (Atlante Storico, Garzanti 2003). Il suo blog è alderano.splinder.com